Conferenza Stato – Regioni: la figura del soccorritore

Siamo in periodo natalizio e anche il nostro sito risente del clima che questa festa sa portare in tutti noi, però una volta passate le feste per il volontariato rimangono i problemi di sempre.
La prossima Conferenza Stato – Regioni si occuperà di riordinare i programmi di formazione per il riconoscimento della figura del soccorritore.
Le premesse non sono buone tanto che Anpas (Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze) tramite il suo Presidente, Fabrizio Pregliasco, ha espresso perplessità in merito, in un’intervista apparsa su www.anpas.org che riportiamo integralmente:

Conferenza Stato-Regioni sulla figura del soccorritore,
Anpas: percorso insostenibile per il volontariato.

Un’esercitazione dei volontari della Fratellanza Popolare di Caldine

10 dicembre 2018 – In riferimento alla prossima Conferenza Stato – Regioni sul riordino dei programmi di formazione per il riconoscimento e la certificazione della figura del soccorritore, Anpas esprime perplessità sulle ipotesi riguardanti il numero di ore di formazione e contenuti didattici sproporzionati ed insostenibili per il mondo del volontariato.

“L’adozione di questi standard formativi potrebbe avere forti ripercussioni sulla tutela al diritto alla salute dei cittadini, limitando o addirittura rischiando di escludere l’azione dei volontari che da sempre assicurano alle comunità locali un servizio essenziale che permette l’accesso alle cure per milioni di persone” dichiara Fabrizio Pregliasco. “Uno standard di formazione che creerebbe ulteriori problemi al servizio di emergenza, che aumenterebbe i problemi organizzativi e operativi per i professionisti del sistema e che avrebbe forti ripercussioni sulla tutela al diritto alla salute dei cittadini, limitando o addirittura rischiando di escludere l’azione dei volontari”

La proposta di Anpas. Anpas aveva già definito e proposto il profilo del soccorritore che delinea il profilo e lo standard formativo unico, strutturato, con una durata di 200 ore, a livello nazionale del soccorritore Anpas e riguarda le attività, le competenze (cognitive, tecniche, relazionali) e l’organizzazione didattica della formazione.
“Questa per noi è l’unica proposta sostenibile per garantire di un servizio omogeneo e di qualità in tutte le regioni italiane” prosegue Pregliasco. “Il riconoscimento di questa nostra proposta da parte delle Istituzioni rappresenterebbe un’azione concreta a sostegno dei cittadini e del loro diritto all’accesso alle cure”.

Caldine 13 Dicembre 2018